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Tutti i rischi della Sicilia e l’assenza totale di prevenzione e di un piano di evacuazione. Coltraro (Udc) lancia l’allarme

“Prevenzione sismica, alluvionale, sono attività da predisporre nell’immediato.  Per il rischio sismico, occorre una progettazione virtuosa delle nuove edificazioni ed una mirata riqualificazione di quelle già esistenti; per quello alluvionale,  occorre riparare al dissesto idrogeologico, ma anche avviare operazioni di base, semplici, come la  pulizia dei torrenti, dei tombini” .  A sollevare l’annosa  questione della mancanza di prevenzione è Giambattista Coltraro deputato Ars uscente e candidato Udc alle prossime elezioni, che prosegue:  Terremoti e alluvioni, sappiamo bene quanto tragicamente frequenti ormai siano nel territorio italiano; sappiamo anche che la Sicilia è  regione ad alto rischio tellurico, oltre che alluvionale, e negli ultimi anni tante sono state le vittime dell’uno e l’altro evento. Ma soffermandoci sulla sola area siracusana, vediamo che, negli anni, nessuna amministrazione ha, tra tante altre carenze d’intervento in materia,  predisposto un piano di evacuazione di massa. Un esempio tra tutti: il viadotto Targia. La struttura è di vitale importanza perché unica via di fuga dalla zona industriale e dalle aree commerciali. Quel viadotto, opera di protezione civile importantissima, da anni è precaria e inutilizzabile in caso di fuga di massa dalla zona nord. Un abbandono di particolare gravità e segno di inconcepibile irresponsabilità. Quel  viadotto deve avere assoluta  priorità nella programmazione politica e istituzionale, perché  garantisce la sicurezza dei cittadini“.

E ad Augusta non va meglio in termini di prevenzione. E ‘ risaputo, infatti, che quello è territorio in cui i rischi sono molteplici. Perché a quello sismico,  vanno aggiunti  il rischio chimico industriale, il rischio ambientale, (anche se circoscritti alle zone limitrofe agli stabilimenti) ed il rischio militare. Ecco perché un’area a più rischi impone la massima allerta da parte delle Istituzioni Centrali e periferiche dello Stato. Tornando al rischio sismico – prosegue Coltraro –  se vero che ad oggi non è ancora possibile in modo sistematico prevedere con sufficiente margine di tempo quando accadrà un terremoto,  è anche vero che la sismicità storica e strumentale permette di individuare le zone più fragili. In queste aree si deve agire per prevenire i danni, realizzando costruzioni che resisteranno ai terremoti, ed attuando misure di intervento tese a riqualificare il patrimonio edilizio ed artistico. E- conclude il deputato – non mi stancherò di dirlo, è necessario predisporre un immediato piano di evacuazione.

 

 

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